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Leggi anche il NON libro "Cammina tre lune nelle mie scarpe"

sabato 3 marzo 2018

Arcobaleniche frasi : C. McCandless



               “C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…”(Christopher McCandless – Into the wild)




venerdì 2 marzo 2018

Arcobaleniche frasi : Uomini

Gli uomini?

Hanno solo un difetto, di essere nati uomini.
©Raffreefly

:-)

Good Weekend!


          "Molto spesso noi donne siamo grasse, ma voi uomini siete pesanti, e per questo mettersi a dieta non basta." (Geppi Cucciari)

"Ecco tutto quello che dovete sapere su uomini e donne: le donne sono pazze, gli uomini sono stupidi. E la ragione principale per cui le donne sono pazze è che gli uomini sono stupidi".
(George Carlin)


"Ogni uomo ama due donne: una è creata dalla sua immaginazione, l’altra non è ancora nata".
(Kahlil Gibran)





mercoledì 28 febbraio 2018

Riflessioni: Dimmi da dove vieni (teoria sconnessa o verità?)



Durante la mia personale esperienza di talent e di editor, ho potuto notare la differenza di scrittura che deriva, anche se in minima parte, dalla città da cui si proviene. Sembra una sciocchezza, ma non è solo una questione caratteriale. Ci sono sempre ovviamente le eccezioni che confermano la regola, ma nella stragrande maggioranza dei casi la città di residenza ha un forte impatto sulla psiche di una persona.
Le persone del nord ad esempio, hanno generalmente una chiusura mentale più accentuata, sono più guardinghi rispetto ad una novità. Tendono ad essere più pragmatici.
Più solari e disponibili le persone del sud.
Sarà il fattore climatico; le montagne tendono a chiudere con un abbraccio gli abitanti,  quasi a proteggerli,  impedendo loro di guardare oltre. Il freddo poi, tende a farli raggomitolare su se stessi e la loro scrittura è  riflessiva,  autobiografica con una nota nostalgica e melanconica.
Cosa che il mare invece non suggerisce, anzi. Lo sguardo di chi contempla il mare si spinge fino all'orizzonte, consentendo una visuale più ampia. La postura del corpo è diversa, il capo è alto, le spalle dritte, le braccia aperte, spingono lo scrittore ad essere si riflessivo, ma con gioia; tra le righe spesso si nota la positiva consapevolezza di una quotidiana battaglia.

Entrambi però, hanno in comune il desiderio di provarci, in barba alla città, al mare o ai monti; in barba alla cultura, alla religione professata o al colore del proprio partito, sentono  la necessità di poter esprimere il loro personalissimo sentire, nel modo più consono.
E nella scrittura si ritrovano. Come se fosse un'isola felice, un luogo non luogo dove tutto è permesso. Un modo per ritrovare se stessi, per ascoltare il proprio nucleo, la propria essenza che miscelata ad arte con i fattori climatici, la città, l'esperienza di vita, rendono le lettere poste in fila ordinata,  colme di unicità e di sentimento.

La scrittura è un luogo d'anima e l'anima è l'elemento essenziale della nostra esistenza. È il "soffio di vento" che ci permette di camminare, di evolverci.
 Non ha colore, non ha religione, non ha luoghi comuni, non ha differenze.
Scrivere, è saper fare tesoro di tutte le informazioni che la vita ci dona quotidianamente; è l'anima e il cuore insieme, che  intrecciati tra loro indissolubilmente, creano qualcosa che verrà ricordato.


Immagine by ©Raffreefly

martedì 27 febbraio 2018

Riflessioni: l'importanza delle antologie



Fare parte di un’antologia, offre all’autore la possibilità di pubblicare le sue opere, spendendo sicuramente molto meno rispetto alla pubblicazione di un libro singolo.  L’essere in gruppo, facilita emotivamente l’autore che si sente “più protetto”; senza contare poi, che le copie a lui destinate sono un numero tale da poterle vendere facilmente ( almeno, le antologie che creavo io. Ho sentito di case editrici invece, che davano all'autore dalle 150 alle 300 copie, francamente non lo trovo giusto. A quel punto tanto vale farsi un libro singolo: si spende uguale.) e non solo rientrare del contributo dato per la partecipazione, ma guadagnando anche qualche Euro, tanto da poter pubblicare ancora. Certamente però la cosa principale, la vera chicca della partecipazione, è di fatto pratico, nel senso che  ogni antologia  contiene ad esempio, dieci autori, di dieci città diverse,  quindi è matematico che l’opera in questione verrà fatta conoscere, senza fatica alcuna, in almeno dieci centri abitati. Giusto per farvi capire il meccanismo, le “classiche” da me ideate e curate, hanno toccato le città di tutta Italia e non solo. Un esempio: in “Diafano sentire”: Lucca, Viareggio, Albenga, Palermo, Aquila, Bergamo, Civitavecchia, Lecce, Biella, Lille (Francia). In “Assordante silenzio d’inverno” : Milano, Torino, Biella, Cassino, Bari Piacenza, Bologna, Salerno. In “Tra le braccia di Turan” : Biella, Milano, Roma, Gioia del colle, Pisa, Aquila, Zurigo (Svizzera). Nuove possibilità si presentano agli artisti,  a volte rende così felice l’autore, da portare l’antologia come materia d’esame, com’ è avvenuto per l’opera “Tra le braccia di Turan” per Nicolò Avanzi e ciò lo ammetto, mi rende particolarmente orgogliosa.





 Un discorso a parte andava fatto per i volumi ideati per le Onlus, come ad esempio la raccolta composta da 4 libri “Poesia è donna – mosaico poetico” , una delle tante. Qui si trattava di un lavoro per poter offrire ai più disagiati, un supporto, un abbraccio, una carezza colma di Poesia e affetto. Copie  venivano donate ad Associazioni ONLUS, le autrici che partecipavano  con contributo erano 2 o 3  per ogni volume, le caratteristiche particolari erano: la Poesia detta di “Ouverture” di una Poetessa non pagante a cui veniva  donata una copia del libro e la nota introduttiva molto accurata, di un conosciuto poeta e amico, Fabio Amato.
La speranza degli autori che partecipavano ai miei progetti in genere, era uno stimolo continuo a continuare perché "fare del bene, fa stare bene" e vedere l’emozione sincera negli occhi di chi legge una Poesia,  non ha prezzo, oggi come allora.

☆ ☆ ☆

Partecipare quindi a raccolte poetiche è sicuramente un buon metodo per mettersi in gioco ed uscire allo scoperto; confrontarsi con altri autori  stimola la creatività poetica e a  poco prezzo, fino a quando, non ci si sente tanto sicuri da spiccare il volo con un libro singolo.

lunedì 26 febbraio 2018

Riflessioni: promuovere un libro

 
Si danno da fare le case editrici per promuovere un libro?

Innanzitutto sappiate che non sono del tutto contraria all'editoria a pagamento.
Se per autori di romanzi pubblicare è difficile, per un autore di poesia lo è ancora di più. Non tutte le case editrici accettano infatti, elaborati poetici, perché troppo di nicchia e diciamolo, decisamente poco appetibili, il che significa che raramente, per non dire mai, le case editrici investono su poeti emergenti. Dunque l'aspirazione a pubblicare una propria opera è  legittima, anche quando quest'opera non suscita l'interesse commerciale o culturale. Lo stesso Moravia infondo, ha pubblicato a pagamento poiché nessuno pare, fosse interessato a pubblicare il suo primo scritto.

Facciamo un passo indietro, quando da talent scout, cercavo autori poetici da inserire in antologie, a pagamento perché le case editrici con cui collaboravo non erano free, proponevo un pacchetto in base alle esigenze della casa editrice. Inserivo le varie antologie in concorsi e, cosa innovativa, m'inventai "Progetto estero" nato per fare conoscere la poesia italiana contemporanea all’estero, per offrire visibilità, sia agli autori che alle case editrici. I libri venivano  esposti nelle biblioteche di Accademie di Letteratura, Istituti di Cultura Italiani, ma anche in hotel esteri, che gentilmente mettevano a disposizione una piccola biblioteca per i turisti italiani.
Qui troverete le varie spedizioni 

Se un talent scout riesce ad inserire i vostri libri in concorsi, senza farvi sborsare nulla di più; riesce ad inserire i vostri libri in circuiti esteri e italiani di pregio e di cultura, tutto sommato giudicherei l'operato più che soddisfacente, ripeto, soprattutto in campo poetico, anche perché non ho mai sentito nessuna casa editrice proporre ciò che io, nel mio piccolo, proponevo e, naturalmente, erano tutti, editori e autori, pienamente soddisfatti di questa geniale idea.
Altra cosa a mio avviso interessante e di cui ne vado fiera, è stata la mia presenza nel sociale, ideando nel gennaio 2013 “Art For Aquila” il cui motto era “Fare del bene ci fa stare bene” che, grazie alla collaborazione con l’amica e collega Patrizia Manenti e il coordinatore della Croce Bianca a L'Aquila, Giovanni Mangione, ho potuto organizzare un’asta di beneficenza a favore di questa splendida città, in seguito al disastroso evento sismico, tenutasi al centro dell’Aquila nel giugno 2013 il cui ricavato  è andato a favore della Croce Bianca, per la realizzazione di un centro polivalente per i più disagiati. Da qui in poi, ideavo spesso a doc antologie poetiche e ogni volta, 10 copie venivano donate in beneficenza ad associazioni Onlus, le quali decidevano liberamente se metterle in vendita durante le loro manifestazioni, oppure inserirle nella biblioteca dedicata agli ospiti. Il mio  obiettivo era quello di portare l’Arte e la Poesia ovunque, rendendola più appetibile al pubblico, facendola conoscere non solo attraverso reading, ma anche miscelata ad attività quotidiane, proprio per uscire dal marchio di nicchia; cosa che secondo me, dovrebbe essere la stessa casa editrice ad occuparsene come norma.

   Invece cosa fa concretamente una casa editrice?

Nella stragrande maggioranza dei casi le case editrici si limitano ad inserire il suddetto libro sul proprio sito, a volte, nemmeno questo e parlo per esperienza personale.
Spesso gli autori  lamentano una scarsa partecipazione della casa editrice nella promozione del loro libro.  Di contro, anche alcuni editori lamentano la scarsa partecipazione degli autori nella promozione dei loro libri, specialmente l’assenza alle presentazioni. Ma non basta una presentazione a pubblicizzare un libro; presentazione che fra l’altro, ha pure dei costi.
L'autore in genere, non si dice soddisfatto di come l’editore metta in moto la macchina del marketing editoriale ... forse perché non sa come fare.
 A mio vedere, soddisfazione o meno, la promozione di un libro spetta sia alla casa editrice sia allo scrittore/poeta. Al talent non compete questa mansione, se non per libera scelta.
 Infatti, su uno dei miei blog in quel periodo si leggeva: "il talent non è obbligatoriamente tenuto a creare eventi di presentazione dei volumi, che resta a discrezione dell'autore e della casa editrice. Raffaella C.B. Amoruso è altresì libera di creare eventi propri.  Ad ogni autore sarà consentito parteciparvi attivamente".
Ci sono poi, case editrici che chiedono all’autore, insieme all’invio del manoscritto, quali possibilità abbia di promuovere il libro: si chiama collaborazione.

Alcune antologie da me ideate e curate.
Foto copertine : Raffaella C.B.Amoruso
tranne "4you" la cui foto è di Sara Dama.



Fotopoesia

Poesia e immagine by ©Raffreefly